Motus in terra


Tragicommedia Sismica

di e con Alessia Bedini
collaborazione ai movimenti scenici Sabrina Conti
Consulenza artistica Valentina Rho
Audio Andrea Lambertucci
Costumi Simona Cavalli
Residenza La Casa di Amleto – International Artists Residency – Bressana (PV)
Produzione Associazione Culturale Wokart
Durata spettacolo 1 ora

“La terra nostra è ‘nda ‘na femmena graveda, che cresce e cresce…e puó se ropp’, ma nésciuna penza che è cattiva perché dà forma a ‘na vita nova...”
Motus in terra è un progetto che nasce dalla necessità, da parte dell’autrice Alessia Bedini di creare uno spazio di riflessione critica rispetto alle recenti vicende legate al terremoto del Centro Italia, vissute da lei stessa in prima persona.
La drammaturgia originale delinea i tratti di personaggi inventati, ma in loro vivono echi di voci e testimonianze raccolte nelle zone del sisma.
Unendo parola e corpo, Motus in terra non racconta solo del terremoto, ma del moto interiore che ciascuno di noi può e deve avere di fronte a ciò che sente e ritiene ingiustificabile, restituendo alla terra il naturale ruolo di “madre”.
Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Lux di Pisa nel mese di ottobre 2017.

Recensione stratagemmi teatrali
Camilla Fava
Uno spettacolo in un sussurro.
Al centro della scena una donna sdraiata, di quelle donne che non hanno età, antiche come la terra: sembra quasi una statua.
Ha la sottoveste sporca, e anche se non le vediamo il volto, possiamo intuirlo polveroso e stanco.
In sottofondo, il silenzio.
È la voce pubblica e squillante di un giornalista televisivo che rompe l’assoluto silenzio e quell’inumana immobilità: la mano ha un tremore e l’indice, timidamente, si alza.  (…)
La donna prende forza e, alzandosi, zittisce i mass media almeno per un momento: “Siete venuti pe’ fà li foto?” chiede. I click del fotografo di scena, nascosto nel buio della sala, entrano per un momento nel gioco scenico, trasformandosi in scatti emozionali rubati nel teatro della tragedia.
Alessia Bedini riesce – attraverso una fisicità trattenuta fatta di movimenti tremanti, di scatti rabbiosi, di piedi stretti come in una morsa – a farci sentire un dramma che è suo, particolare, unico, ma al contempo universale. (…)
Novella Antigone, Alessia Bedini mette in scena un teatro politico, attuale, senza straniare gli spettatori: crea con il pubblico un potente legame di empatia, facendogli sentire tutto lo sconcerto di chi quegli eventi li ha vissuti e li sta vivendo tutt’ora.
Motus in terra è uno spettacolo in un sussurro perché la voce di chi non ha voce non urla.
È una voce flebile, calda, intima, quella di Alessia Bedini.
Ma la performer è anche capace di trasformarsi: basta un cambio di fari e muta pelle, diventando prima il perito che valuta la sua casetta come abitabile tra non troppo tempo (“solo dieci anni!”), poi il giornalista che fa domande tra l’indiscreto e lo sciocco.
Sa accogliere in sé punti di vista opposti, in un gioco di tesi e contro-tesi dal sapore sofista, Alessia Bedini: muta come lo fa la terra, che sempre si muove e che sempre, come una donna, ricrea la vita. Non è colpa del terremoto, il problema non sta in una terra che non è affatto “maledetta”, il problema da raccontare, qui, forse come sempre, è l’uomo.

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Luglio 13, 2018